Nei primi tre giorni della Settimana Santa in chiesa viene celebrato "L'ufficio del Ninfios" (Sposo) con antichi canti e preghiere: viene esposta al culto dei fedeli l'icona di Cristo, che è lo Sposo della nota parabola evangelica, come viene ricordato in varie preghiere ed in particolare dalle due seguenti (testo originale in greco e traduzione italiana) del Mattutino del Lunedì, Martedì e Mercoledì Santo, le cui parole sono ornate da suggestive note dell'antica tradizione musicale bizantina:
- "Idhù o Ninfìos érchete en to méso tis niktòs. Ke makarios o dhùlos on evrìsi grigorùnda, anàxios dhe pàlin on evrìsi rathìmunda. Vlépe un psichì mu, mi to ìpno katenektìs, ìna mi to thanàto paradothìs ke tis Vasilìas exo klisthìs. Allà anànipson krazusa: Aghios, Aghios, Aghios i o Theòs, dhià tis Theotòku, eléison imàs".
Traduzione:"Ecco, lo Sposo viene nel mezzo della notte. Beato il servo che Egli troverà desto; indegno invece colui che troverà ozioso. Bada, anima mia, di non lasciarti prendere dal sonno, per essere consegnata alla morte ed esclusa dal Regno. Rientra in te stessa ed esclama: Santo, Santo, Santo sei, o Dio, per l’intercessione della Madre di Dio, abbi pietà di noi".
- "Ton ninfòna su vlépo, Sotìr mu, kekosmiménon ke éndima uk écho ìna iséltho en aftò. Làmbrinòn mu tin stolìn tis psichìs, Fotodhòta ke sòson me".
Traduzione: "Vedo pronta la tua camera nuziale, o Salvatore, ma non ho l’abito per potervi entrare; rendimi splendente la veste dell’anima, o Datore di luce, e salvami".
- Testo tratto dal blog "CONTESSA ENTELLINA - Hora e Kuntisës".